Perché la NIS2 riguarda anche te, se sei una PMI
La NIS2 è la direttiva europea sulla cybersicurezza (UE 2022/2555),
recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, in vigore
dal 16 ottobre 2024. L'autorità competente è l'Agenzia per la
Cybersicurezza Nazionale; le notifiche degli incidenti significativi
vanno al CSIRT Italia.
La prima cosa da chiarire è chi sia obbligato. In via diretta lo sono
i soggetti di medie e grandi dimensioni che operano in diciotto
settori individuati dagli allegati del decreto — energia, trasporti,
sanità, acqua, infrastrutture digitali, pubblica amministrazione,
manifattura, alimentare, chimico, rifiuti, servizi postali e altri.
Se la tua impresa è piccola e non rientra in quei settori, non sei un
soggetto obbligato.
Il punto che quasi tutte le PMI sottovalutano
Tra le misure minime che il decreto impone ai soggetti obbligati c'è
la sicurezza della catena di fornitura. Questo
significa che il tuo cliente obbligato deve identificare i propri
fornitori rilevanti, valutarne il rischio informatico, inserire
clausole di sicurezza nei contratti e monitorarli nel tempo.
Il meccanismo è semplice: l'obbligo grava su di lui, ma il
requisito si scarica su di te. Non ti arriva una
comunicazione dell'autorità, ti arriva un questionario del tuo
committente — o una clausola nel rinnovo del contratto di fornitura.
E la conseguenza del non essere in grado di rispondere non è una
sanzione: è l'esclusione dalla fornitura, che per una PMI può pesare
più di una multa.
Se accedi ai sistemi informativi del cliente, se gli fornisci
componenti o servizi critici, o se una tua interruzione si
ripercuoterebbe sul suo servizio, sei con ogni probabilità un
fornitore rilevante. È il caso di un'officina che lavora per un
produttore in filiera, di uno studio che gestisce dati per una
struttura sanitaria, di chiunque abbia un collegamento tecnico verso
un'impresa più grande.
Cosa chiede la norma, in pratica
L'articolo 24 del decreto individua un nucleo minimo di misure, con
approccio multirischio:
- Politiche di analisi e gestione del rischio
- Gestione degli incidenti e notifica al CSIRT Italia
- Continuità operativa: backup, ripristino, disaster recovery
- Sicurezza della catena di fornitura
- Igiene informatica di base e formazione del personale
- Uso della crittografia
- Controllo degli accessi e autenticazione a più fattori
- Gestione e inventario degli asset
C'è poi un aspetto che sposta la questione dall'ufficio tecnico alla
direzione: l'articolo 23 attribuisce agli organi di amministrazione
obblighi puntuali di approvazione e sorveglianza delle misure, con
responsabilità non delegabile e possibile sospensione dall'esercizio
delle funzioni dirigenziali. Le sanzioni arrivano fino a 10 milioni
di euro o al 2% del fatturato mondiale per i soggetti essenziali, e
fino a 7 milioni o all'1,4% per quelli importanti.
Dove siamo nel calendario
Per i soggetti inseriti nell'elenco NIS nel 2025 il termine per
l'adozione delle misure di sicurezza di base è il 31 ottobre 2026, e da quel momento l'ACN può avviare
le verifiche: audit, richieste di evidenze, contestazioni. Per le
organizzazioni attratte nell'ambito durante il 2026 il percorso è
graduale — misure di base entro il 31 luglio 2027 e obbligo di
notifica degli incidenti dal 1° gennaio 2027.
Le scadenze e i requisiti applicabili dipendono dalla categoria in cui
ricade il singolo soggetto e vengono definiti dalle determinazioni
dell'ACN, che si aggiornano: in fase di analisi verifichiamo la
posizione specifica della tua impresa invece di applicare una
scadenza generica.
Cosa facciamo noi
La maggior parte delle misure dell'articolo 24 sono esattamente il
lavoro che facciamo come fornitore di servizi gestiti: backup testati
e disaster recovery, controllo degli accessi e autenticazione a più
fattori, crittografia, inventario degli asset, gestione degli
incidenti, formazione del personale. Chi ha un contratto di managed
service serio ha già gran parte del percorso fatto — quello che manca
è di solito la formalizzazione.
Per questo procediamo così: una analisi delle lacune
rispetto ai requisiti applicabili, un piano di intervento con
priorità, l'implementazione tecnica dentro il canone, e la
produzione delle evidenze che servono in caso di verifica — registri
degli incidenti, prove di esecuzione e ripristino dei backup, verbali
di formazione, clausole di sicurezza verso i tuoi fornitori. Se il
tuo cliente ti manda un questionario, ti aiutiamo a compilarlo con
dati veri.